Design Job: il forum

designjob

Design Job è un nuovo punto di incontro per industrial designer in cerca di lavoro e per aziende alla ricerca di professionisti e designer.

Design Job è nato dalla volontà di Stefano Nolletti, un architetto con la passione del design che “dopo l’ennesima frustrante ricerca di lavoro su internet” ha deciso di ideare questo forum dedicato alla ricerca di lavoro per neolaureati e giovani designer. Il forum è stato da poco inaugurato e ha già un buon numero di iscritti.
Ci si può presentare per cercare un impiego o pubblicare una ricerca di personale. Sono inoltre presenti offerte di lavoro riportate da altri siti, in modo da diventare anche un punto di informazione e raccolta di occasioni esterne al forum.

Oltre al mercato del lavoro è comunque possibile confrontarsi e discutere su problematiche inerenti la professione del designer e condividere le risorse conosciute.

Siete invitati a partecipare ;)
Il forum si trova qui: http://designjob.forumup.it

Le cose che non si possono in alcun modo rompere

emercency out of order

[fonte foto]

…varie persone che andavano a lavorare nei palazzi destinati ad accogliere il condizionamento automatico, parlarono con i tecnici addetti al Respir-Intell, e il dialogo si svolse circa così.

— Ma, se vogliamo aprire le finestre?

— Non avrete bisogno di aprire le finestre con il nuovo Respir-Intell.

— Sì, ma supponiamo che volessimo solo aprirle per un po’?

— Non avrete bisogno di aprirle nemmeno per un po’. A tutto provvederà il nuovo sistema Respir-Intell.

— Uhm.

— Godetevi il Respir-Intell!

— Va bene, e se il Respir-Intell si rompesse, funzionasse male o cose del genere?

— Ah! Una delle caratteristiche più intelligenti del Respir-Intell è che non può in alcun modo rompersi. Proprio così. Di questo non dovete assolutamente preoccuparvi. Godetevi i vostri respiri, adesso, e buona giornata.

(Fu naturalmente a causa dei Grandi Tumulti per la Ventilazione e il Telefono di SrDt 3454, che ora tutti i congegni meccanici, elettrici, quanto meccanici, idraulici e anche a energia eolica, a vapore o a pistoni devono per legge recare una certa scritta. Per quanto piccolo sia l’oggetto, i suoi progettisti sono costretti a infilare da qualche parte la scritta, perché essa è in fondo destinata a richiamare più la loro attenzione che quella dell’utente.

La scritta dice:
La principale differenza tra una cosa che potrebbe rompersi e una cosa che non può in alcun modo rompersi è che quando una cosa che non può in alcun modo rompere si rompe, di solito risulta impossibile da riparare.”)

[Douglas Adams, Praticamente innocuo]

Questa citazione tratta da Adams mi ha fatto sorridere, e mentre sorridevo mi sono accorto che portava con se degli argomenti importanti per un progettista. La riporto qui per condividerla con tutti, e con il proposito di presentarne altre in futuro.

L’osservazione finale è tanto spiritosa quanto vera! strizza l’occhio alla legge di Murphy e predice catastrofici guasti per contrappasso a chi tenta di produrre l’oggetto perfetto (“che non si può in alcun modo rompere”).

Gli insegnamenti per il progettista quindi sono (in ordine sparso):

  • tentare di progettare un oggetto perfetto va bene, ma non illudersi di esserci riusciti; qualcuno o qualcosa troverà prima o poi il modo di provocare un guasto
  • prevedere che le cose si possono guastare; e di conseguenza prevedere un modo per ripararle facilmente
  • se non è conveniente riparare prevedere una facile sostituzione, e di conseguenza un facile smaltimento (vedi disassemblabilità, oggetti monomaterici, ecc)
  • meno componenti ci sono e meno sono i componenti che potranno guastare: la semplicità (ragionata) paga anche sotto questo aspetto.

continua »

Modu, cellurare o un po’ di più?

modu mobile fone

Dopo essermi imbattuto in diversi articoli su Modu visionati superficialmente, oggi con un attimo più di attenzione mi sembra di aver visto qualcosa di più…

C’è chi lo ha presentato come un “cellulare lego“, chi come un “cellulare ad incastro“. Il sito ufficiale, ad oggi, è molto scarno, solo un bel video presenta più che il prodotto uno scenario d’uso. In realtà è una collezione di frammenti che lasciano intravedere qualcosa di vago e non molto di più, anche l’immagine del prodotto compare solo qualche frazione di secondo.

Nel video si vede il Modu infilato in un tostapane, in un telefono fisso, in un portatile, in auto, in un GPS …

Tecnicamente si tratta di un oggetto leggermente più sottile dell’attuale generazione di iPod Nano e che pesa poco più di 42 grammi. È dotato di un piccolo schermo a colori e di una tastiera essenziale, che gli permettono di funzionare da cellulare rudimentale. Incorpora l’antenna e tutta la circuiteria necessaria per ricevere e inviare informazioni sulle reti cellulari, in uno spazio ridotto e appositamente predisposto per l’inserimento nelle suddette custodie.

Anche se tecnicamente si tratta di un aggeggio basato su un modulo di comunicazione gprs, mi sembra un oggetto più simile ad un contenitore della propria identità personale (contatti, gusti, preferenze, impostazioni) che di volta in volta può essere inserita nel dispositivo che stiamo utilizzando per renderlo uno strumento immediatamente personalizzato e pronto per la sua funzione specifica.

Quest’idea mi elettrizza e allo stesso tempo mi pone qualche interrogativo (e se lo perdo?). Comunque credo che chiamare Modu cellulare a questo punto sia molto riduttivo.

Resta da vedere come questo scenario che coinvolge molti prodotti e necessita di un ecosistema di oggetti si possa concretizzare nel mercato.

[sito del produttore: www.modumobile.com ; fonti: Punto Informatico, Visionpost]

appunti di viaggio: il finestrino del treno

treno

Viaggiavo qualche giorno fa su un Cisalpino Milano-Lugano.

In un gruppo di sedili del lato opposto al mio una signora di media età desiderava abbassare la tendina per togliersi il sole dagli occhi.

Afferra il bordo della tendina e tira verso il basso. La tendina non si muove. Tira più forte, poi comincia a lamentarsi per il materiale non funzionante delle ferrovie. Vengono in suo soccorso le persone che stavano nei sedili adiacenti, chi provando ad aggrapparsi alla tenda per farla scendere (senza risultato), chi sostenendo l’invettiva contro i treni sempre rotti.

Ora svelerò alla signora (e a voi) l’arcano motivo che impediva alla sua tendina di funzionare: continua »

Cos’è il colore

colore.jpg

Vorrei proporre questo brano che mi è capitato di incontrare oggi quasi per caso navigando.
Si parla di colore, o meglio di cosa è il colore.. ma non voglio aggiungere altro per lasciarvi subito gustare la lettura di questa perla.

Il colore è un fenomeno. E’ un prodotto della nostra attività cerebrale. Fuori di noi non c’è nessun colore, ma solo delle radiazioni elettromagnetiche che, interagendo con la materia, sono da noi trasformate in valutazioni cromatiche. Mi colpisce il fatto che noi giudichiamo il mondo, dal punto di vista visivo, non conoscendo il mondo, ma il suo contrario…
E dunque quando nessuno li guarda i colori non esistono. Il colore entra nel mondo al mattino ed esce alla sera. il nostro sguardo è fecondatore. Possiamo anche dire così: il colore nasconde la tragedia o la catastraofe dei bordi delle cose…
Il colore arricchisce notevolmente la varietà fenomenica. Ci sono culture che lo rifiutano proprio per questo, preferendogli la forma, per la sua costante oggettualità, mentre il colore è variabile, inafferrabile. Il colore è una proprietà della luce, e la luce si è sempre identificata con la vita…

[ Narciso Silvestrini, "I nodi del colore"
in Nodi a cura di Marco Belpoliti e Jean-Michel Kantor, Marcos y Marcos, 1996, Milano ]

[ foto http://www.flickr.com/photos/muckster/64816787/in/pool-catchy/ ]