Analogico e digitale: vecchio e nuovo?

E’ capitato più volte di sentire parlare di analogico e digitale sottintendendo un significato negativo per il primo e positivo per il secondo. Analogico è sinonimo di vecchio, obsoleto, mentre digitale è tutto ciò che è moderno, preciso e impregnato ti tecnologia.
Cercheremo di spiegare in modo semplice il significato di questi termini per vederli in una prospettiva più ampia.

Esempi comuni

Pensando a oggetti ‘analogici’ vengono subito in mente la televisione, la radio, le musicassette, i dischi in vinile e ingenerale tutte le vecchie apparecchiature e i supporti di memorizzazione per contenuti audiovisivi. L’esempio è sicuramente corretto e rende ancora più facile confrontare il vecchio e il nuovo. Basti pensare ai CD che hanno sostituito le musicassette e i vinili, i DVD le VHS, la tv digitale (satellitare e terrestre) la televisione tradizionale, le fotocamere digitali le tradizionali macchine fotografiche, e l’elenco potrebbe continuare.
Ecco quindi individuati anche i corrispondenti ‘digitali’, più performanti, più facili da usare (non sempre), dalle sempre maggiori possibilità di impiego, espansione, interconnessione. Questo non lo si può negare ma analogico e digitale significa solo questo?

Definizione e origine dei termini

esempio di segnale analogico
esempio segnale analogico

esempio di segnale digitale
esempio segnale digitale

Per rendere più immediata la comprensione prendiamo come riferimento dell’analogico un orologio a pendolo e del digitale un orologio digitale appunto che segnano ore e minuti.
Possiamo pensare a analogico come analogo: analogo al mondo reale. In uno strumento analogico la grandezza misurata è rappresentata per analogia con una certa disposizione dei componenti dello strumento. Così in un orologio analogico, l’ora è rappresentata dall’angolo descritto dalla lancetta corta rispetto a una posizione di riferimento, corrispondente alle ore 12. Si può notare inoltre che la lancetta compie un movimento costante e continuo nel passare da un riferimento ad un altro.
Il termine digitale ha origine da digit, dito: il primo strumento utilizzato per contare. Ha quindi uno stretto legame con la numerazione. In uno strumento digitale la grandezza misurata è rappresentata da un valore numerico. Le cifre che compongono il numero definiscono la precisione dello strumento, così il nostro orologio è preciso ‘al minuto’. Può segnare 14 minuti oppure 15, ma tra 14 e 15 c’è un salto, per questo il segnale digitale viene anche detto discreto: esso può assumere un solo valore possibile tra una gamma limitata. Naturalmente il nostro orologio può essere più preciso se segna anche i secondi, i centesimi, ecc, ma il funzionamento è sempre lo stesso: un numero, o un altro, niente vie di mezzo. Solitamente il segnale fatto di numeri viene codificato in formato binario anziché nel solito decimale e questo semplifica molto la trasmissione e l’elaborazione dei dati in quanto esistono solo due stati (l’1 e lo 0) invece che dieci.
In questo caso quello che viene registrato è un’astrazione del segnale reale. La codificazione digitale fu inventata per ovviare ai disturbi che spesso corrompevano i segnali elettromagnetici. Questo rappresenta il grande vantaggio del segnale digitale, essendoci una netta distinzione tra 1 e 0, aperto e chiuso, acceso e spento, non c’è il rischio che una lieve modifica del segnale deteriori i contenuti.

Altri esempi

Abbiamo visto poco sopra dei dispositivi tipicamente analogici e altri tipicamente digitali, ma ce ne sono molti altri.
Riguardo al digitale possiamo citare in primo luogo il computer in tutte le sue varianti, dalla calcolatrice tascabile al mainframe, che fa del digitale il cuore e la base su cui si fondano tutte le sue applicazioni. Uno stretto parente dei computer, internet trasmette dati digitali, e poi le carte di credito, i telefoni cellulari, le linee telefoniche terrestri (ISDN, ADSL), i chip elettronici che regolano il funzionamento delle automobili, sembra che diventeranno digitali anche gli elettrodomestici quando ci ritroveremo il frigorifero ‘intelligente’ che ordinerà da solo il latte quando è finito.
Analogico invece è tutto quello che non è digitale, quello c’era prima di essere sostituito o quello che non è mai stato sostituito: il tachimetro dell’automobile, il calibro ventesimale, il ferro da stiro, non è possibile fare un elenco esauriente ma senz’altro si può citare un’altra ‘cosa’ che funziona secondo una logica analogica. E’ il cervello umano.
Calcola, percepisce, confronta, decide, comanda, interagisce. E’ un dispositivo analogico che funziona secondo le regole biologiche, i suoi punti di forza sono adattabilità, flessibilità, creatività, ricchezza di risorse, mentre a volte pecca per imprecisione, disordinatezza, distrazione.

Vecchio e nuovo?

Il digitale è recente e in molti campi ha sostituito l’analogico. Questo significa che prima o poi tutto diventerà digitale? L’analogico è vecchio e non ha futuro? Il cervello verrà dunque sconfitto dal computer?

Cervello e computer

Le persone sono eccellenti nella percezione, nella creatività, nella capacità di andare oltre i dati immediati, di cercare il senso di avvenimenti caotici. Queste abilità ci consentono di anticipare e prevedere gli eventi, per poter fronteggiare il mondo circostante. Contemporaneamente siamo approssimativi, puntiamo all’essenza delle cose e possiamo tranquillamente commettere errori eseguendo azioni soprappensiero o incappare in un lapsus.
Il cervello compie molte operazioni complesse che richiedono tempo e non sono esenti da errori, l’affidabilità viene mantenuta con una massiccia ridondanza e una buona tolleranza degli errori.
I computer sono costituiti da una moltitudine di componenti semplici e veloci che eseguono operazioni secondo la logica binaria in modo rapido e coerente. Gli errori non sono ammessi. la potenza dei computer è dovuta alla notevole velocità di esecuzione delle operazioni semplici.
I computer sono in grado di svolgere una gran mole di lavoro anche quando si tratta ripetere articolati algoritmi per migliaia o milioni di volte. La precisione del loro lavoro è assoluta, ma strettamente dipendente dalle istruzioni (il programma).
Da questa differenza basilare nasce spesso il disagio dell’uomo, essere analogico, che si sente intrappolato fra le tecnologie digitali a volte dal comportamento incomprensibile. Tendiamo quindi a realizzare computer più simili all’uomo: il sogno dell’intelligenza artificiale che simula quella umana; oppure costringiamo gli uomini ad essere più simili a computer: i progettisti determinano le esigenze della tecnologia e impongono alle persone di adeguarvisi.

La risposta finale

persone (analogiche):
vaghe; disorganizzate; soggette alle distrazioni; emotive; illogiche; creative; tolleranti; attente al cambiamento; ricche di risorse

macchine (digitali):
precise; ordinate; non soggette alle distrazioni; non emotive; logiche; prevedibili; rigide; insensibili al cambiamento; prive di immaginazione

Questi due mondi sono fondamentalmente diversi ma non necessariamente contrapposti. Si può notare anzi come alle carenze del funzionamento analogico pone rimedio il digitale e viceversa.
E’ positivo che un computer non operi come un cervello. Possiamo così considerare un problema, ponderare la migliore strada per giungere alla soluzione, e quando è necessario ci affidiamo volentieri ad una calcolatrice se dobbiamo fare calcoli complessi, confidando nella precisione del risultato. Un lavoro in simbiosi permette di raggiungere risultati migliori.
E’ bene dunque fare tesoro delle differenze, non escludiamo quindi ne analogico ne digitale ma utilizziamo quello più adeguato. Facciamo però attenzione ad integrare digitale (le macchine moderne) con analogico (il mondo umano) attraverso interfacce usabili e non con ostacoli che creino nell’utilizzatore un senso di frustrazione e rifiuto nei confronti della tecnologia

quest’articolo è stato scritto in parte ispirandosi al capitolo settimo di “Il computer invisibile” di Donald A. Norman che ti invito a leggere.
[D. A. Norman, " Il Computer invisibile ", Apogeo, 2000, Milano]

4 Commenti

  1. Infundibolo » Blog Archive » Progetta come se te ne fregasse davvero qualcosa! Says:

    [...] di stupidità: solo di spietata logica! uomini e macchine appartengono a due mondi diversi (analogico e digitale) che possono essere complementari solo quando si viene a creare un dialogo proficuo fra i due, e [...]

  2. anna carmen lo calzo Says:

    persone (analogiche):
    vaghe; disorganizzate; soggette alle distrazioni; emotive; illogiche; creative; tolleranti; attente al cambiamento; ricche di risorse

    macchine (digitali):
    precise; ordinate; non soggette alle distrazioni; non emotive; logiche; prevedibili; rigide; insensibili al cambiamento; prive di immaginazione

    era proprio questa la differenza che cercavo di esprimere! Analogico e digitale… due modi di essere, due modi di vivere, di rapportarsi alla vita e alle persone. Davvero un concetto interessante… lo approfondirò.

  3. admin Says:

    felice che questo articolo sia uno spunto interessante :) grazie Anna Carmen

  4. anna carmen lo calzo Says:

    la differenza non è solo tra uomo e computer, ma tra uomo e uomo. L’uomo analogico e l’uomo digitale sono due realtà da approfondire, è da un pò che ci rifletto.

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