Lettura di oggetti: Apple iMac

Con questo articolo intendiamo proporre una serie di letture di oggetti, che sono state inizialmente prodotte per un corso di storia del design.
Il primo è un iMac della Apple che, pur non essendo l’ultimo modello, è comunque un oggetto attuale.

All’inizio del 2002 la Apple computer ha sfornato un nuovo rivoluzionario modello di iMac. Difficile produrre qualcosa di degno del suo illustre predecessore(1) eppure Steve Jobs(2) è riuscito a stupire anche questa volta. Nell’era di internet e della diffusione di massa del personal computer(3) il prodotto della Apple calza a pennello. La “i”, in inglese ‘io’ identifica la dimensione personale del computer che si propone per il mercato cunsumer, per l’utilizzo in casa e in ufficio. Allo stesso tempo “i” significa internet, la grande Rete, che ormai è diventata parte integrante della vita dell’uomo moderno.
Il nuovo iMac si presenta diverso dalla comune idea di computer. Si nota subito lo schermo piatto a cristalli liquidi sostenuto da un braccio di metallo cromato snodato che ne consente la facile regolazione in qualsiasi posizione assicurando un’ottima ergonomicità. Il basamento è una semisfera di soli 27cm di diametro che contiene tutte le componenti hardware del computer. Nonostante lo sforzo di miniaturizzazione e integrazione delle componenti sono assicurate ottime prestazioni. L’utilizzo dell’iMac come nella tradizione Apple(4) è il più possibile semplice e intuitivo. Le dimensioni riducono al minimo l’ingombro e consentono di avere una maggiore area di lavoro su una scrivania o di collocare l’iMac nelle più svariate ambientazioni (dal salotto al bancone del bar). Mouse e tastiera perdono i fili consentendo di avere un luogo di lavoro ordinato e flessibile.
I materiali e le finiture sono stati attentamente studiati, le superfici in policarbonato color latte o trasparenti esaltano la purezza e la semplicità delle forme lineari, ammorbidite da spigoli arrotondati. La tecnologia non viene ostentata ma al contrario nascosta(5) per rendere il più possibile piacevole e immediato il rapporto con la macchina. Da sempre Apple propone oggetti progettati attorno all’utente e non basati solo sulla tecnologia. Nel nome stesso non vi è il minimo accenno alle prestazioni del computer, al contrario dei pc tradizionali che si impongono a colpi di gigahertz. La potenza è poco rilevante(6), è comunque adatta alla maggior parte delle esigenze degli utenti.
La struttura dell’iMac è insolita e a prima vista sembra impossibile che tutto stia lì dentro. La forma allo stesso tempo semplice, pura, agile, morbida, limpida, con un colore neutro si integra bene in qualsiasi ambiente. Il rifiuto di una forma tecnica e rigorosa si concretizza con questo computer-girasole che ha una giocosità e una piacevolezza che sembra dargli un seducente spirito femminile. Le scelte radicali di Apple hanno suscitato anche polemiche, come si addice ad un progetto fortemente innovatore, ma il successo è indiscutibile, c’è chi già prevede di usarlo come abatjour(7) con morbida luce multicolore e musica di sottofondo…

note:

1. il primo iMac Apple esce nel 1998. Ha una linea rivoluzionaria, ingloba il corpo del pc nello schermo, chuiso in una scocca di policarbonato semitrasparente di una vasta gamma di colori, novità nel grigio mondo dei computer.
2. Steve Jobs è co-fondatore della Apple computer, è stato suo presidente a tempi alterni e lo è tuttora.
3. il mercato del pc è nella sua fase matura: non è più la tecnologia ad essere dominante ma è l’esperienza dell’utente. Vedi
“i tre assiomi degli infodomestici’ (Donald A. Norman, il computer invisibile, apogeo 1998, p.70)
4. Apple fu la prima ad introdurre l’interfaccia grafica controllata tramite mouse, il sistema a finestre, il concetto di scrivania, icone, cestino, mentre su tutti i computer si utilizzava la linea di comando.
5.’“la tecnologia migliore è quella che non si vede’ (Donald A. Norman, il computer invisibile, apogeo1998)
6.è comunque molto curato mella progettazione del computer che vanta prestazioni di tutto rispetto, soprattutto in campo multimediale.
7. su www.idearium.org se ne parla in un forum.
“siamo soliti ritenere che un apparecchio raggiunga il successo quando la gente lo utilizza per ottenere risultati inimmaginabili per il suo stesso ideatore” (Donald A. Norman, il computer invisibile, apogeo 1998, p.68)

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