Creatività, cos’è?

“Creatività è unire elementi preesistenti in combinazioni nuove che siano utili”.Questo è il sottotitolo di ‘Nuovo e utile’, un sistema di iniziative sulla creatività promosso da Regione Toscana e Comune di Firenze.
Riportiamo i punti fondamentali di questo tema che viene ampiamente trattato sul sito www.nuovoeutile.it

Che cos’è “creatività”

L’atto del “creare” è stato a lungo percepito come attributo divino: Catullo, Dante, Leonardo, non avrebbero definito se stessi “creativi”. Nel passato venivano ritenuti propri dell’uomo invenzione, genio e, dal ’700, progresso e innovazione. L’idea di “creatività” come atteggiamento mentale tipico (ma non esclusivo) degli esseri umani nasce nel ’900. I primi studi specifici sul fenomeno risalgono al 1920. La parola “creatività” entra nel lessico italiano solo a metà del secolo scorso.
Attorno al concetto di creatività ci sono oggi molto interesse e qualche confusione. La creatività spesso viene vista come attività contigua alla stravaganza. O viene collegata automaticamente all’effimero (moda, intrattenimento). O al mondo dell’arte.
In effetti, il campo d’applicazione coincide con l’intero campo del pensare e dell’agire umano. Si può parlare di “creatività” intendendo sia un modo peculiare di pensare e di affrontare problemi, sia un processo che porta all’invenzione di qualcosa che non c’era prima o alla scoperta di qualcosa di ignoto.
Tra le moltissime definizioni esistenti di creatività si segnala per semplicità e precisione quella che sintetizza il pensiero di Henri Poincaré: “creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”.
Poiché si fonda sulla conoscenza preliminare delle regole “da trasgredire”, la creatività non può svilupparsi in assenza di competenze. Caratteristiche della personalità creativa sono curiosità, bisogno d’ordine e di successo (ma non inteso in termini economici), indipendenza, spirito critico, insoddisfazione… gli stili di vita e di lavoro possono essere i più diversi, ma tutti sembrano implicare autodisciplina, un rispetto sostanziale per l’argomento a cui ci si dedica e una tenacia che, vista dall’esterno, sembrerebbe rasentare l’ossessione. Mentre in alcuni campi -la matematica, per esempio- la creatività sembra svilupparsi meglio in giovane età, in altri -letteratura, musica, arti figurative- continua per tutto l’arco della vita.

Dicono di lei

Eurisko ha realizzato una ricerca ah hoc sulla percezione della creatività oggi in Italia. Tutto il materiale della ricerca si trova sul sito di ‘Nuovo e utile’.

Riducendo all’osso la presentazione di questa ricerca si può così sintetizzare quello che gli italiani pensano della creatività.

I giovani universitari: emozioni e sregolatezza
I giovani intendono creatività come impulsività, emotività e fantasia, un atteggiamento della persona, senza scopi utilitaristici e pragmatici. Creatività significa trasgressività, rompere gli schemi, in una persona in continuo mutamento, anche solo per le fogge dei capelli e dell’abbigliamento. L’ambito elettivo è l’arte, (letteratura, pittura, teatro, cinema, musica) in cui si sprigionano insight dovuti al talento innato che sente l’esigenza di esprimersi, di uscire fuori. La scienza non è creatività, perché richiede regole, rigore, apprendimenti faticosi.

Gli elitari: work in progress
Gli elitari invece si pongono al polo opposto: creatività è innovare, conoscere, apprendere dalle esperienze, in un percorso che è un processo per obiettivi. Non è solo talento innato, in quanto è determinante il metodo. In questo processo conta l’ambiente che favorisca e premi il problem solving, come sono importanti i feedback, i premi e i riconoscimenti al risultato creativo. L’ambiente è prima di tutto il luogo di lavoro, di ricerca. La persona creativa è entusiasta, estroversa, sa lavorare con gli altri, e non si sente frustrata se i risultati non vanno subito a segno.

Gli uomini e le donne: Bello e Buono
Le donne e gli uomini in età centrale (33-46 anni) mettono soprattutto in risalto le differenze tra creatività al servizio del Bello e al servizio del Buono. Creatività per il bello è l’espressione artistico-letteraria, creatività per il buono è scienza e tecnologia che risolvono problemi. Da un lato c’è la dimensione emotiva-femminile della persona (Bello), dall’altro la dimensione ragionante e matematica (Buono). La persona creativa sul versante Bello è un talento naturale con tratti femminili, la persona sul versante Buono è un individuo che si impegna con altri ed è più maschile. Da un lato la centratura su di sé, dall’altro la centratura sugli altri. In sostanza, nei segmenti centrali si coglie una doppia anima, una più femminile che si avvicina a quella condivisa dai giovani, una più maschile che si avvicina a quella degli elitari.

Tutti i risultati della ricerca e un’analisi più dettagliata sempre su www.nuovoeutile.it

__________

Ecco invece cosa hanno detto della creatività altre persone

Henri Poincaré (matematico)
Un risultato nuovo ha valore, se ne ha, nel caso in cui stabilendo un legame tra elementi noti da tempo, ma fino ad allora sparsi e in apparenza estranei gli uni agli altri, mette ordine, immediatamente, là dove sembrava regnare il disordine…insomma, questo fatto nuovo non soltanto è prezioso di per se stesso, ma valorizza, da solo, tutti i fatti vecchi che mette in collegamento gli uni con gli altri.
Inventare consiste proprio nel non costruire le combinazioni inutili e nel costruire unicamente quelle utili, che sono un’esigua minoranza.
Inventare è discernere, è scegliere.
… fra tutte le combinazioni che si potranno scegliere, le più feconde saranno quelle formate da elementi tratti da settori molto distanti.
Non intendo dire che per inventare sia sufficiente mettere insieme oggetti quanto più possibile disparati: la maggior parte delle combinazioni che si formerebbero in tal modo sarebbero del tutto sterili. Ma alcune di queste, assai rare, sono le più feconde di tutte.
Inventare, come ho detto, significa scegliere. Ma forse il termine è leggermente improprio… A colui che inventa non verranno mai in mente combinazioni sterili. Alla sua coscienza non si affacceranno altro che combinazioni utili.
…Quel che più lascia colpiti è il fenomeno di queste improvvise illuminazioni, segno manifesto di un lungo lavoro inconscio precedente…A proposito delle condizioni in cui avviene il lavoro inconscio, vi è un’altra osservazione da fare: esso è impossibile, e in ogni caso rimane sterile, se non è preceduto e seguito da un periodo di lavoro cosciente.
Le ispirazioni improvvise…non avvengono mai se non dopo alcuni giorni di sforzi volontari, che sono sembrati completamente infruttuosi… il vero lavoro di chi inventa consiste nello scegliere tra combinazioni, in modo da eliminare quelle inutili, o meglio, in modo da non doversi prendere la briga di formarle tutte. E le regole che devono guidare questa scelta sono estremamente sottili e sfumate, è pressoché impossibile enunciarle in termini precisi; si percepiscono, non si formulano, …Come vanno le cose allora? Tra le numerosissime combinazioni che l’io subliminale ha formato alla cieca, quasi tutte sono prive di interese e senza utilità; ma proprio per questo motivo non esercitano alcuna influenza sulla sensibilità estetica: la coscienza non arriverà mai a conoscerle. Soltanto alcune di esse sono armoniose -utili e belle insieme-.

Jules-Henri Poincaré – Science et methòde , Flammarion, Paris 1908 – nella traduzione pubblicata da Einaudi nel 1997, a cura di Claudio Bartocci

Howard Gardner (psicologo)

Essere creativi significa in primo luogo fare qualcosa di insolito […]. D’altra parte, per quanto insolita l’idea deve essere abbastanza logica perché la gente possa prenderla sul serio. (1994)

Anonimo

Rubare un’idea a una persona è plagio; rubare idee a molti è ricerca.

Isaac Asimov (scrittore scientifico)

La frase più emozionante che si può sentire nella scienza, quella che annuncia nuove scoperte, non è “Eureka!” ma, “Questo è divertente!”

Confucio (filosofo)

Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare un sol giorno in tutta la vita.

Charles Darwin (scienziato naturalista)

Adoro gli esperimenti dei folli. Li faccio in continuazione.

Il matematico è un cieco che cerca in una stanza buia un gatto nero che non c’è.

Thomas Edison (inventore)

Il genio è 1 percento intuizione e 99 percento sudore.

Albert Einstein (fisico, matematico)

L’immaginazione è più importante del sapere.

Il mistero è la cosa più bella che possiamo provare. Esso è la fonte della vera arte e della vera scienza.

Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile. Ma non più semplice di quello.

Se avessimo saputo cosa stavamo facendo non l’avremmo chiamata ricerca, giusto?

Giampaolo Fabris (sociologo)

La creatività non consiste tanto nello scoprire dei fenomeni interamente nuovi, quanto nell’abilità di scoprire dei rapporti nuovi, nel rendere manifeste le correlazioni tra entità separate.

Abraham Lincoln (politico, presidente USA)

Nella sua grandezza, il genio disdegna le strade battute e cerca regioni ancora inesplorate.

Louis Pasteur (chimico, biologo)

Il caso favorisce soltanto la mente preparata.

Mark Twain (scrittore)

Un uomo che ha un’idea nuova è uno svitato finché quell’idea non ha successo.

Alfred North Whitehead (matematico)

Ci vuole una mente eccezionale per affrontare l’analisi dell’ovvio.

 

per continuare la lettura, sempre www.nuovoeutile.it

Un Commento

  1. Infundibolo » Blog Archive » non ha la testa! Says:

    [...] nuovi e slegati da condizionamenti. Il mio desiderio è quello di preservare questa preziosa dote ( utilissima per un designer ) che il tempo tende ad opacizzare e a condizionare silenziosamente. Articoli [...]

Lascia una risposta