Archivio per novembre, 2005

Conflitti interni

Da qualche giorno ho come l’impressione di far parte di una enorme menzogna e questo non mi piace per niente.
Io sono da sempre un promotore di un design che abbia valore, chiamatelo come volete, chiamatelo come faceva Munari “good design”, qualcuno lo chiama design radicale, non importa, il senso è più o meno lo stesso, un design che crei oggetti che non siano ostacoli(per citare Nicola Esculaci). Quale sia il percorso da fare perchè questo avvenga non lo so con certezza è una strada che tutti percorrono a fari spenti, se però si ha una cartina con se al termine di questo percorso si troverà un oggetto che non è un ostruzione ma un oggetto che migliora le nostre vite.
Ho sempre creduto che il valore del design stesse proprio in questo se però non è così vuol dire che per quanto mi riguarda i designer sono solo dei servi di qualche imprenditore che vuole far soldi creando oggetti attraenti per accalappiare qualche imbecille.
I principi forti che io inevitabilmente riverso nel mio processo di progettazzione sono, se andate a vedere, più o meno sbandierati da tutti, persino le icone del design più chiassoso e alla moda parlano di oggetti accessibili a chiunque e allora come mai nella realtà le cose non vanno così?
E ancora, come mai i designer di oggi sembrano prediligere un design elitario ma privo di valore?
Maldonado dice che il designer sceglie la forma degli oggetti. Subito chiarisce però che queste scelte che possono sembrare libere sono in realtà prese all’interno di un sistema di priorità prestabilite.
I designer sono il mezzo con cui la società da forma agli oggetti.
Facendo il percorso inverso, se si è in grado di leggere la produzione di beni di consumo si può risalire prima a che tipo di progettisti stanno operando e successivamente a che tipo di società sta determinando le scelte progettuali.
Prendiamo le opere dei fratelli Castiglioni e vediamo quell’attenzione alla parsimonia, a creare oggetti che non diventino i protagonisti della nostra vita ma che semplicemente la rendano più piacevole. Era evidentemente una società in cui la parsimonia era un valore in cui dare a tutti la possibilità di avere in casa un oggetto bello e poetico era una volontà ben chiara.
Oggi, con le dovute eccezzioni, ci troviamo di fronte a una proliferazione di oggetti che sono l’auto celebrazione di se stessi, oggetti che non sono altro che la riproposizione di cose viste e riviste. I designer-prostituta propongono qualsiasi cosa pur di apparire e purtroppo anche i grandi vecchi ogni tanto cedono alla tentazione di mantenere quelle forme che li hanno resi famosi trasformandole in clichè. I produttori non vogliono o non possono rifiutarsi di cercare di accalappiarsi fette di mercato e così il design è diventato un marchio come tanti altri. Abusato, stuprato da un imprenditore e lasciato senz’acqua dai suoi stessi padri.
Forse non sto vivendo in una menzogna e sono i designer di oggi che semplicemente non riescono a capire le priorità stabilite dalla società perchè queste sono ben nascoste e mischiate con finte priorità molto più ingombranti, forse addirittura le priorità che dovrebbero guidare la progettazione sono rimaste le stesse ma non riusciamo più a vederle perchè ci siamo innamorati in modo morboso di quello che abbiamo fatto fin ora.
Non so quale sia la verità, se è la società che è cambiata o se il problema stia nei designer sicuramente però il design sta vivendo un momento di contraddizzione che necessita di essere risolto perchè la posta è il significato stesso di questa professione.

L’imbuto nuovo

Ecco cosa è cambiato…

Questo beve articolo vuole illustrare e tenere tracia dei cambiamenti (diciamo pure dei lenti cambiamenti) che sono avvenuti nell’infundibolo nella scorsa estate.
Naturalmente il lavoro non è amcora finito. Anzi, il lavoro non è mai finito. Non sono ancora state aggiornate tutte le pagine e già vengono alla luce punti che si possono ulteriormente migliorare.
L’evoluzione è quindi continua, ma questo passo che descriverò a breve ritengo che sia un buon tentativo di costruire un sito web usabile e accessibile. Insomma, si è cercato di fare un buon progetto, compatibilmente con le capacità di un non-web-designer.

Gli aggiornamenti hanno riguardato la grafica, il codice e in parte i contenuti, anche se l’impostazione generale del sito e delle pagine non è cambiata.

Le novità nei contenuti iniziano con la sostituzione della sezione “discusioni” con un forum vero e proprio, dove l’interazione fra i partecipanti può essere migliore, più ordinata e più articolata.
L’area blog, poi, è stata sostituita con un “vero blog” dove scrive Jester Simon, ma ci farebbe piacere aprire anche altri blog qual’ora ci fosse qualcuno che volesse tenere un proprio diario.
Infine la gestione della Newsletter è stata spostata all’interno del sito, così che potesse essere meglio gestita e che non contenga pubblicità.

All’interno, dove non si vede, nelle righe di codice, sono avvenute le modifiche più sostanziose.
la versione precedente in html con un layout basato su tabelle è stata sostituita da pagine in xhtml con fogli di stile (css) e layout a blocchi fluido (l’impaginazione si adatta alle dimensioni della finestra). Xhtml e css sono stati validati per assicurare l’aderenza agli standard di questi linguaggi definiti dal W3C.
Inoltre sono stati prese in considerazione le indiazioni del Wcag sull’accessibilità. Per fare un esempio, i link (almeno quelli più importanti) hanno un breve testo di descrizione, i collegamenti del menù principale possono essere utilizzati con una combinazione da tastiera, le immagini hanno un testo alternativo, è presente un’indicazione della posizione all’interno del sito, ci sono fogli di stile differenti per diversi media (per la stampa ad esempio), ecc.
Tutto questo unito ad un utilizzo oculato delle immagini consente di avere un sito snello, pulito, facilmente consultabile, anche da chi ha un vecchio modem a 56k.
Inoltre la suddivisione tra xhtml per i contenuti e css per la visualizzazione consente di operare modifiche e migliorie successive che saranno automaticamente applicate all’intero sito.

Per quanto riguarda la grafica, è stata proposta una versione con un uso limitato di immagini, con colori più chiari della precedente, con le parti in evidenza di colore rosso scuro, e con un impaginazione che fa emergere il corpo centrale dallo sfondo attraverso un passaggio di trasparenze.
Come già detto sopra, l’utilizzo di css ci consentirà comunque di fare delle modifiche siccessive che sono già in cantiere (saranno preziosi opinioni e suggerimenti ;) ).

Da ultimo è stata data una ripassata ai vari canali di relazione tra sito e utenti: la classica email, che è sempre la stessa ma che potete inviarci anche tramite un modulo nella pagina apposita, il feed rss con il quale potete tenere d’occhio le novità dell’infundibolo anche senza visitarlo, la newsletter che ogni mese vi riporta i nuovi articoli e gli appuntamenti. E non dimentichiamo il forum, vogliamo che diventi una piazzetta, un salotto, un luogo di ritrovo tra persone con un interesse comune per il design.

Forza, al lavoro!