Archivio per marzo, 2005

lettura di oggetti: Falkland

Falkland – B. Munari – Danese – 1964

falklandLa lampada appesa Falkland è costituita da un tubo elastico in filanca teso fra sette anelli metallici di diametri diversi fra loro e sempre maggiori del diametro del tubo elastico stesso. La luce, emessa da un riflettore in alluminio contenuto nella parte alta della calza, è diffusa dalla calza stessa lungo tutta la lunghezza della maglia. La lampada si forma da sola estraendola dalla scatola e appendendola. Imballata risulta alta tre centimetri più il riflettore.
munari E’ evidente come Munari nel progettare questa lampada si sia ispirato alle calze da donna ma anche ai lampadari giapponesi di carta e listelli di legno e, convinto sostenitore del fatto che dalla natura si possa imparare molto, alla pianta di bamboo. Lo stesso Munari in “Arte come mestiere” scrive: “Si potrebbe anche dire una forma naturale: la natura infatti crea le sue forme secondo la materia, l’uso, la funzione, l’ambiente. [...] Naturalmente il designer non opera nella natura ma nella produzione industriale e quindi sarà un altro tipo di spontaneità che nascerà dai suoi progetti, una forma di naturalezza industriale, dettata dalla semplicità e dalla economia costruttiva. C’è un limite oltre il quale non si può andare, nel senso della semplicità costruttiva ed è eccitante arrivare a quel punto.”(1)
Munari è sempre rimasto affascinato dall’equilibrio e dalla gravità, basti pensare alle macchine inutili o ai filitesi, in questo caso questi elementi contribuiscono a creare una forma logica, spontanea e quindi bella. Inoltre, esponente di un design che si preoccupava più delle persone che del vedere la propria produzione su qualche rivista, ricerca delle soluzioni semplici, comprensibili ed economiche(2). La lampada Falkland è la trasposizione nella pratica di un grande principio espresso da Munari: “Osservare a lungo, capire profondamente, fare in un attimo”. Una forma derivante dall’osservazione della natura e delle forze che la regolano; dalla comprensione profonda dei bisogni che si vogliono soddisfare e dei materiali che si hanno a disposizione; dettata dalla fantasia e dalla semplicità e proprio per questo portatrice di un qualcosa di beffardo.

note:
1. Bruno Munari, Arte come mestiere, Economica Laterza, 1997, Bari.
2. Molte sono le occasioni in cui Munari ribadisce l’importanza di trovare soluzioni economiche nella progettazione proprio partendo dal presupposto che il design debba essere accessibile al maggior numero di persone possibile, a riguardo vale la pena ricordare in Da cosa nasce cosa : “…tutto ciò che è appeso costa meno di ciò che è appoggiato.”