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Modu, cellurare o un po’ di più?

modu mobile fone

Dopo essermi imbattuto in diversi articoli su Modu visionati superficialmente, oggi con un attimo più di attenzione mi sembra di aver visto qualcosa di più…

C’è chi lo ha presentato come un “cellulare lego“, chi come un “cellulare ad incastro“. Il sito ufficiale, ad oggi, è molto scarno, solo un bel video presenta più che il prodotto uno scenario d’uso. In realtà è una collezione di frammenti che lasciano intravedere qualcosa di vago e non molto di più, anche l’immagine del prodotto compare solo qualche frazione di secondo.

Nel video si vede il Modu infilato in un tostapane, in un telefono fisso, in un portatile, in auto, in un GPS …

Tecnicamente si tratta di un oggetto leggermente più sottile dell’attuale generazione di iPod Nano e che pesa poco più di 42 grammi. È dotato di un piccolo schermo a colori e di una tastiera essenziale, che gli permettono di funzionare da cellulare rudimentale. Incorpora l’antenna e tutta la circuiteria necessaria per ricevere e inviare informazioni sulle reti cellulari, in uno spazio ridotto e appositamente predisposto per l’inserimento nelle suddette custodie.

Anche se tecnicamente si tratta di un aggeggio basato su un modulo di comunicazione gprs, mi sembra un oggetto più simile ad un contenitore della propria identità personale (contatti, gusti, preferenze, impostazioni) che di volta in volta può essere inserita nel dispositivo che stiamo utilizzando per renderlo uno strumento immediatamente personalizzato e pronto per la sua funzione specifica.

Quest’idea mi elettrizza e allo stesso tempo mi pone qualche interrogativo (e se lo perdo?). Comunque credo che chiamare Modu cellulare a questo punto sia molto riduttivo.

Resta da vedere come questo scenario che coinvolge molti prodotti e necessita di un ecosistema di oggetti si possa concretizzare nel mercato.

[sito del produttore: www.modumobile.com ; fonti: Punto Informatico, Visionpost]

Trialsystem: urbano versatile

trialsystem città

Vi presento il progetto di un supporto espositivo versatile per la comunicazione urbana (ma non solo), al cui sviluppo ha collaborato anche la nostra alice cronosinclastica.

TrialSystem, ideato da Wallcovering, è un estruso dalla forma triangolare aperta in un angolo. Questo gli consente di essere utilizzato sia come supporto a sé stante che come copertura che abbraccia un palo della segnaletica già esistente. Può inoltre essere sfruttato sia in verticale che in orizzontale, per supportare comunicazione sulla sua stessa superficie o fornendo supporto a teli o pannelli.

TrialSystem si propone di cambiare il volto della città diventando simbionte con l’arredo urbano già esistente con una comunicazione complementare e in grado di aprire nuovi spazi.

trialsystem tecnico

Dal punto di vista tecnico la sua forma punta a coniugare semplicità e facilità produttiva con la possibilità di fissaggi in modi e con suporti diversi. E’ in grado di accogliere al suo interno la forma di un palo per la segnaletica urbana del diametro di 60mm ma comunque ha una struttura portante sufficientemente rigida. Può essere prodotto in vari materiali come metallo, plastica e gomma e prevede una vasta gamma cromatica.

E’ possibile trovare tutti i dettagli tecnici e una presentazione completa sul sito www.trialsystem.eu

Inchiostro elettronico

e_parer1.jpg

Vorrei presentare a chi già non lo conoscesse l’inchiostro elettronico (e-ink).

Qui potete trovare una spiegazione di come funziona questa tecnologia.
In pratica potete avere un display (per ora in bianco/nero, ma in
futuro probabilmente anche a colori) piatto, flessibile, dalla visualizzazione nitida e ben visibile, senza retroilluminazione, anche in luoghi molto luminosi.
Questo tipo di display è inoltre abbastanza economico tanto che Siemens ipotizza che in futuro costeranno pochissimo, al punto da poter essere utilizzati su prodotti di consumo come le scatole dei cereali.
La risoluzione di questi schermi dagli 80 dpi programmati nel 2007 arriveranno ben presto ai 160 dpi nei due anni successivi per permettere un’immagine sempre più nitida.

funzionamento e-ink

orologio seiko e-ink In pratica non si tratta di una superficie che emette luce colorata (come gli LCD, o i CRT) ma che cambia colore attraverso un pigmento.

Qui potete trovare una galleria di applicazioni. Per averne un esempio reale sotto gli occhi andate un un grande magazzino o in un negozio di telefonia e guardate lo schermo di un
motorola MotoFone F3.

fonti: punto-informatico, e-ink

Open Design Club

open_design_club Open Design Club è un sito che pubblica progetti condivisi dai propri progettisti. Sono presenti le istruzioni per costruire i prodotti che sono liberamente ridistribuibili in quanto utilizzano una licenza Creative Commons .
Ecco come si presentano:

Ci piace pensare a noi stessi come uno studio virtuale di desgin, che offre l’oppurtunità di presentare e condividere idee e progetti di design a sorgente aperta (open source). Ogniuno può diventare un collaboratore dell’ Open Design Club contribuendo con progetti e idee o producendo e vendendo i prodotti presentati.

Offiriamo le istruzioni per progetti che possono essere prodotti in casa. I prodotti do ODC sono rilasciati con una licenza Creative Commons che significa che puoi copiare, eseguire, modificare e se vuoi venderli. Crediamo che rimuovendo i copyrights dai nostri progetti ispireremo idee e buoni risultati in molti nuovi progetti. Condividiamo le nostre idee, le nostre conoscenze e il nostro pensiero, così che anche tu possa contribuire

Una panchina per Milano

Una delle moltissime manifestazioni che hanno affollato la settimana del salone del mobile è stata la presentazione di “Una panchina per Milano”. (altro…)